LO SPECCHIO DI DIANA

“Cinto da una folta selva della valle di Ariccia c’è un lago, sacro per un’antica religione. Laggiù ottengono i poteri i forti con le mani e i veloci con i piedi, e dopo ciascuno perisce secondo il suo esempio”.

Da queste parole di Orazio comincia la giornata lungo le sponde del lago di Nemi e le sue colline boscose.                                                           

Il lago è chiamato “Lo Specchio di Diana” perché consacrato alla Dea della caccia che amava specchiarsi nelle sue acque. Il paesaggio scuro per i boschi di querce è acceso dalla fresca e luminosa mattinata e dalle mimose in fiore.  La forma concava è quello che resta dell’antico vulcano che a un certo punto decise di far riposare il suo fuoco per lasciare posto all’acqua. Sul versante a nord-est una piccola piana si alza verso il bosco. Ospita poche case basse e campi coltivati. È qui che i resti del Tempio dedicato a Diana trattengono ancora un po’ dell’energia che si respirava al tempo dei Rex Nemorensis.            

La sera prima avevo riletto alcune pagine di un libro che amo, poche righe in cui si descrivono le usanze del popolo che viveva sulle sponde del Lago di Nemi prima dell’arrivo dei Romani. Avevo letto di come ogni Re, ogni sette anni,  affrontava in duello il proprio successore, consapevole che il tempo della sua esperienza era giunto alla fine. Con la sua morte, se accadeva, il Re-sacerdote cedeva il comando al nuovo e tornava a fondersi con la Vita, in un ultimo esempio di grandezza e coraggio (“Vi palerò di loro II” 154-156)        

Un sentiero, usato un tempo come mulattiera, mi guida verso il piccolo paese che domina la valle. Dall’alto, lo Specchio di Diana risplende magnifico e la valle sembra un mondo a sé stante. Nell’aria, la forza e la fierezza  di un antico passato. Mi chiedo se l’Uomo riuscirà un giorno a dominare la paura e a tornare a essere grande come lo è stato un tempo. Se avrò mai tanto coraggio.

La Vita si colora di piccole e grandi gesta di uomini.

Respiro.

In basso, su una sponda del lago, Diana si specchia e sorride lieta di tanta bellezza.